KRSNA FONTE DI TUTTE LE INCARNAZIONI ED IL JYOTIR VEDA

Nel Brihat Parashara Hora Shastra – trattato molto antico di astrologia
Vedica, conosciuto come la Bibbia dell’astrologia Indiana e il suo
autore Maharishi Parashara riconosciuto da tutti gli astrologi vedici
del mondo come il padre dello Jyotish, spiega nel secondo capitolo, che
il Signore Supremo discende sulla terra in varie incarnazioni chiamate
Avatar e che lo fa in diversi Yuga della storia del mondo, espandendosi
al tempo stesso in Nava Graha o nove pianeti per concedere il risultato
del rispettivo karma all’entità viventi come ed i pianeti sono: il Sole,
la Luna, Marte, Mercurio, Giove, Venere, Saturno, Rahu e Ketu. Sebbene
tecnicamente diciamo che questi Avatar e i Graha sono incarnazioni o
espansioni del Signore Vishnu, Sri Krishna spiega nella Bhagavad-Gita di
essere la fonte di tutte le incarnazioni e di ogni cosa. Nel capitolo
10, verso 8 della Bhagavad-Gita intitolato “L’Opulenza dell’Assoluto” è
dove il Signore enfatizza questo punto:
aham sarvasya prabhavo
mattah sarvam pravartate
iti matva bhajante mam
budha bhava-samanvitah
“Io sono la fonte di tutti i mondi materiali e spirituali. Tutto
emana da Me. I saggi che sanno perfettamente ciò, si dedicano al mio
servizio e mi adorano con tutto il cuore”.
Nei versi seguenti il Signore Krishna descrive dettagliatamente le Sue
opulenze ed enumera anche i Graha. Nel verso 21 cita:
jyotisham ravir amshuman, “Delle luci
Io sono il Sole radiante”. Tutti gli autori del Jyotish considerano il
Sole (Ravi) come il graha o il pianeta più potente. E’ la fonte di luce
e i suoi raggi sono distribuiti a tutti gli altri pianeti, pertanto essi
rappresentano i diversi colori e le qualità che originariamente furono
manifestate dal Sole.
Maharishi Parashara dice che l’anima è la personificazione del
Kalapurusha o la personificazione del tempo, tuttavia, nell’oroscopo,
anche il sole è molto importante, in quanto permette di vedere le
qualità dell’anima, specialmente negli esseri umani e l’avanzamento
spirituale che essa potrà avere nelle varie incarnazioni successive. Il
sole determina la discriminazione, la vitalità e la buona visione.
Governa la coscienza e denota l’individualità. Dà la forza e il libero
arbitrio. Con lo studio del sole si può misurare il livello di
avanzamento spirituale, della vitalità e della nostra energia
individuale.
La controparte del sole è la luna, dice il Signore Supremo nello stesso verso nakshatranam aham shashi “E tra le stelle Io sono la Luna”, che è la cresta e il gioiello della corona di stelle nella notte nel cielo. Vediamo che il Sole e la Luna sono menzionate da un’altra parte dal Signore Krishna come sua manifestazione: prabhasmi shashi-suryayoh (7.8) “Sono la luce del Sole e della Luna” e il Capitolo 15.12 il Signore dice:
yad aditya gatam tejo
jagad bhasayate ‘khiilam
yac candramasi yac cagnau
tat tejo viddhi mamakam
“Lo splendore del sole, che dissipa l’oscurità di tutto questo
mondo, viene da Me. E anche lo splendore della Luna e lo splendore del
fuoco procedono da me”.
Sappiamo perfettamente quanto importante è il ruolo del Sole e della
Luna in Jyotish. Maharishi Parashara dichiara anche che la Luna è la
mente di tutto. Pertanto, tutto deriva da questi due astri. E anche
questo è sostenuto dalle stesse parole del Signore Krishna:
indriyam manas casmi bhutanam asmi cetana
“Dei sensi Io sono la mente; e degli esseri viventi, Io sono la forza
vivente (coscienza)” (10.22). In un oroscopo, la Luna è molto
importante. Come si sa, la Luna è il riflesso del Sole e allo stesso
modo la mente è il riflesso dell’anima. Analizzando la mente, possiamo
vedere come è l’anima. Nella mente si riflette la nostra vera
personalità e mediante il suo studio, si possono determinare il nostro
mondo emozionale e i diversi quadri di condotta che manifesteremo nel
mondo fisico. Maharishi Parashara dà titoli di re a questi due pianeti,
mentre gli altri pianeti sono ad essi subordinati. Questo perché solo il
Sole e la Luna sono gli unici pianeti che danno le misure basilari del
tempo.
Tutti i calendari sono solari e lunari. Le sincronizzazioni del tempo
sono in base alla rotazione della terra intorno al proprio asse e
rispetto al Sole. In Jyotish si considera il Sole come giorno (ahoratra)
e come anno (varsha) e la Luna come notte (paksha) e come mese (masa).
Lo stesso Signore Supremo riconferma che Egli è anche il controllore dei
mesi e delle stagioni: masanam marga shirsho ‘ham
rtunam kusumakarah “Dei mesi, Io sono Mrgashira (novembre,
dicembre) e delle stagioni io sono la primavera fiorita (10.35). Anche
le due principali divisioni dello zodiaco sono basate sul Sole (Rashi) e
sulla Luna (Nakshatra). Anche la maggior parte dei calcoli di muhurta
(tecniche per sincronizzare i momenti auspiciosi, sia per attività
spirituali che materiali) dipendono da questi due pianeti. Anche gli
elementi del Panchanga – calendario lunare – sono Nakshatra, Tithi, Yoga
e Karana, ad eccezione di Vara, dipendono dal Sole e dalla Luna. Di
solito associamo le energie maschili con il Sole e quelle femminili con
la luna nella carta astrale. Per questo motivo, al Sole o alla Luna si
dà il titolo di re in Jyotish.
Nello stesso sloka menzionato sopra (10.22), il Signore Krishna dice che
degli esseri celesti (deva) egli è Indra, loro re (devanam
asmi vasavah). Anche Indra rappresenta Giove, il pianeta
della sapienza, della conoscenza divina. Chiamiamo questo pianeta
Brihaspati graha e Krishna dice: purhodasam ca
mukhyam mam viddhi parta brhaspatim “Dei sacerdoti o Arjuna,
sappi che sono il principale, Brihaspati” (10.24). Pertanto, Giove
rappresenta anche Krishna.
Brihaspati è il Guru e il consigliere di tutti i deva. In un oroscopo,
la disposizione e la relazione di Giove determinerà come si sente una
persona e come si relaziona con i consigli elevati. Se uno nasce con
questo pianeta forte e in una buona posizione, la persona avrà buone
relazioni con sacerdoti, guru o altri spirituali affidabili, avrà
principi morali stabili e potrà diventare devoto o predicatore dei
principi religiosi, sarà onesto e sincero molto dedicato ad assolvere i
suoi doveri. Nascere con Giove forte indica che la persona ha svolto
molte attività pie nelle vite precedenti e viene a questo mondo con un
favore speciale di Dio.
La sua controparte è Shukracharya (Venere), che è il guru degli asura
(demoni). Questo pianeta è completamente contrario agli insegnamenti di
Giove e lo stesso Signore Krishna dice: “kavinaam
ushana kavih –“Tra tutti gli intellettuali Io sono Ushana (Shukracarya)”
(19.37).
Di solito il pianeta Venere è il Karaka (l’indicatore) di Shukra (seme)
o potere di procreazione. Però nello stesso tempo Venere rappresenta il
potere sessuale femminile, che è la causa della procreazione. Pertanto,
Krishna dice prajanash chaasmi kandarpah
“Delle cause della procreazione Io Sono Kandarpa, il Dio dell’Amore”
(10.28)
Venere rappresenta sia la forza sessuale femminile che la forza
procreatrice dell’uomo che egli manifesta attraverso lo Shukra,
tuttavia, nello stesso tempo, tale forza condiziona gli esseri viventi
“sotto le grinfie” del sesso quando essa non è canalizzata e trasmutata
in amore puro per Dio. Le scritture menzionano che l’unico modo in cui
Dio si lascia “catturare” è attraverso il puro amore o Bhakti Yoga dei
suoi devoti e Venere è il pianeta che indica il livello di devozione a
Dio. In un oroscopo, quando Venere è in posizione favorevole, una
persona può sviluppare amore sincero e fedele e può anche trasmutare la
lussuria in amore per Dio. Tuttavia, se questo pianeta riceve solo un
piccolo aspetto malefico, fa strage nella vita di una persona,
rasformandolo in vittima della lussuria, costringendolo a svolgere una
vita incatenata alla compiacenza dei sensi. D’altra parte, Marte
rappresenta i tratti maschili e l’essere celeste che presiede Marte è
Kartikeya, figlio del Signore Shiva, per tanto Krisna dice:
enaaniinam aham skandah “Dei generali
Io sono Kartikeya”(10.24), pertanto Marte è anche un’espansione del
Signore Supremo. In un oroscopo, Marte indica la forza, la fiducia, la
resistenza e la spinta a tutte le attività. A Marte piace proteggere per
mezzo dell’uso della forza e della violenza e, a volte questa energia è
manifestata dal Signore Supremo per annientare gli empi e ristabilire i
principi religiosi. In una persona, conferisce la forza necessaria per
lottare, la forza muscolare, la capacità organizzativa, l’esecuzione
pratica, lo spirito d’indipendenza, la forza di carattere e la
determinazione, l’ambizione per emergere fino al successo in qualsiasi
attività, malgrado gli ostacoli che si possono manifestare. A volte, la
forza è necessaria per conseguire obiettivi di ogni tipo e questa
energia è rappresentata da Dio.
Il pianeta seguente è Mercurio. Di solito, si dice che Mercurio è retto
da Vishnu. Nel verso 21, il Signore dice che degli Adita, Egli è Visnhu.(aadityaanaam
aham Vishnur). D’altro canto dice anche di essere l’eloquenza
(kiirtih shriir vaak ca naarinaam),
che è l’indicatore principale di Mercurio (10.22), il quale governa
l’intelligenza, la parola e la conoscenza. L’intelligenza permette
d’indagare e di discernere tra bene e male, la capacità di acquisire
conoscenza e trasmetterla agli altri. In un oroscopo, si può misurare il
livello d’intelligenza di una persona e se in questa vita potrà svolgere
studi accademici e soprattutto come la userà e come percepirà il mondo
circostante.
L’ultimo pianeta nel Jyotish è Saturno. Si dice che Saturno sia
governato da Brahma. Pertanto, Krishna dice:
dhaataaham vishvata mukhah “Dei creatori Io Sono Brama”
(10.33). Però, di solito, diciamo anche che Saturno è il pianeta della
longevità e della morte e, d’accordo con il Jyotish Shastra Shani, è
fratello di Yamaraja. Sri Krishna lo enumera come uno dei suoi
rappresentanti Aryaama, il Signore degli antenati che sono dipartiti (Pitris)
e Yamaraja, il Signore della morte: pitrnaam
atyamaa caasmi yamah samyamataam aham “ Dei defunti Io Sono
Aryama e tra gli agenti della legge Io Sono Yama, il Signore della
Morte.” (10.29)
Infine, il Signore si manifesta come la morte, in un oroscopo si può
vedere la longevità di una persona e in quale campo contribuirà
all’evoluzione e alla maturazione della vita. Inoltre, non dobbiamo
dimenticare che la scienza di Jyotish è realmente dedicata a studiare il
tempo, come l’agente onnipotente che promuove le manifestazioni delle
reazioni karmiche e forgia la catena delle attività fruitive e il karma
individuale o collettivo degli esseri viventi. Anche il tempo è un
rappresentazione del Signore Krishna. In questo stesso capitolo, il
Signore Krishna dichiara: kaalah kalavyataam
aham – “Dei soggiogatori, Io Sono il Tempo” (10.30);
aham evaakshayah kaalo – “Io sono il
tempo inarrestabile” (10.33).
Poi, nel capitolo seguente, Arjuna vede la manifestazione della Forma
Universale del Signore, in cui egli riesce a vedere il funzionamento
delle leggi karmiche sotto la direzione di Krishna. E Krishna dice:
kaalo smi lokakshaya krt pravrddho –
“Io sono il Tempo, il grande distruttore dei Mondi” (11.31) Allora
Arjuna riesce a vedere il passato, il presente e il futuro degli esseri
viventi allo stesso modo di un astrologo qualificato che vede il filo
del karma individuale nell’oroscopo.
Perfino il Signore Krishna menziona i grandi maharishi, che anche furono
grandi Jyotish, come suoi rappresentanti:
mahariishinaam bhrgur aham –“Dei grandi saggi Io sono Bhrgu”
(10.25); - “Dei saggi tra gli esseri celesti, Io sono Narada” (10.26);
muniinaam apy aham vyaasah – “Dei
saggi, Io sono Vyasa” (10.37).
La finalità di questo articolo è dimostrare che l’astrologia è una
manifestazione di Dio e non come pretendono alcune supposizioni
cattoliche che separano questa disciplina da Lui, facendo credere ai
loro fedeli che sia una conoscenza demoniaca o come intende fare la
scienza moderna che la mette in ridicolo, mentre è invece un dono divino
dato agli uomini.
L’obiettivo di questa disciplina è mostrare che dobbiamo ricordare
Krishna, mentre si calcolano e s’interpretano gl’indicatori di un
oroscopo di qualsiasi persona. Poiché è per mezzo di tale scienza che si
possono dimostrare pragmaticamente le diverse verità filosofiche che si
presentano nelle varie scritture vediche, come la legge del karma, la
legge della reencarnazione e la presenza divina in tutto l’universo.
Arjuna chiede a Krishna di fornire esempi della Sua opulenza affinché
egli possa ricordarlo per sempre. Pertanto, il Signore Krishna conclude
il capitolo in questo modo:
yad yad vibhutimat sattvam
srimad urjitam eva va
tat tad evavagaccha tvam
mama tejo-‘msa-sambhavam
athava bahunaitena
kim jnatena tavarjuna
vistabhyaham idam krtsnam
ekamsena sthito jagat
“Sappi che tutto ciò che è bello, potente e glorioso scaturisce da una semplice scintilla del Mio splendore. Ma a che servono, o Arjuna, tutti questi particolari? Con un solo frammento della Mia persona pervado e sostengo l’universo intero.” (10.41-42)
